Abbigliamento

Attenzione a non indossare abiti che impediscano il deflusso della linfa; non è raro che la de-ematizzazione sia significativamente rallentata o addirittura impedita dalle allacciature.
Capi di abbigliamento responsabili di questo fatto sono:

  • Il reggiseno con spalline troppo sottili o troppo stretto;
  • La protesi mammaria (talvolta troppo pesante) può provocare delle strozzature nella regione del bordo del trapezio, determinante per la de-ematizzazione del braccio.
  • Il cinturino dell’orologio ed i gioielli indossati sul braccio colpito possono causare ferite o compressioni: si raccomanda di non portarli.
  • La biancheria intima, come slip troppo stretti, corsetti, ecc. possono rappresentare indumenti che bloccano il deflusso della linfa nel paziente con linfedema della gamba o soggetto a questo rischio.
  • Con scarpe troppo strette o addirittura con calze troppo strette sussiste il pericolo di zone di pressione o di formazione di vesciche sul piede, che portano molto facilmente ad infiammazioni e quindi a peggioramenti delle condizioni del paziente.

Igiene della persona

Poiché, per esperienza, il braccio o la gamba colpiti da edema tendono ad essere soggetto di infiammazioni, bisogna assolutamente dedicare molta attenzione alla relativa igiene.
I prodotti da utilizzare per la cura e la pulizia della parte, non devono caricare ulteriormente la pelle:

  • distruggendo il manto acido
  • portando ad allergie causate da sostanze additive.

Si raccomandano prodotti utilizzati in campo medico e che sono solitamente adatti al pH della pelle (leggermente acidi, circa pH 5,5).
Un rischio di ferita da non sottovalutare è rappresentato dalla cura delle unghie delle mani e dei piedi. In determinate condizioni la cura del piede dovrebbe essere affidata ad un esperto.

  • sottoporsi a fonti di calore, anche inconsapevolmente, come nel caso di bagni o docce caldi, ovvero caschi troppo caldi dal parrucchiere, possono essere, in alcuni casi, causa della formazione di edemi; in ogni caso sono assolutamente controindicati in caso di linfedema manifesto. Occorre spiegare questo al paziente in modo appropriato, in modo che egli capisca il motivo per cui il troppo caldo è dannoso. Non dovrebbe influire sulla qualità della vita il passare ad una doccia a temperatura indifferente.

Pericoli nella vita domestica e professionale

Ovviamente non è possibile elencare e valutare qui tutte le fonti di pericolo che nella vita quotidiana potrebbero aggravare l’edema esistente o eventualmente causarlo. Solo i pericoli più frequenti e sempre osservati nelle anamnesi verranno citati a titolo di esempio.
Non è inoltre raccomandabile caricare il paziente con troppe limitazioni e divieti, ma renderlo consapevole della particolare posizione in cui si trova. E’ importante tenere l’arto colpito da edema il più alto possibile, anziché stare seduti per ore con le gambe penzoloni o accavallate. I pazienti affetti da edema necessitano di più pause rispetto ai soggetti sani, in modo che vi sia la possibilità di attivare la pompa muscolare. E’ estremamente importante spiegare al paziente il pericolo che deriva da ferite procurate durante le operazioni di giardinaggio (spine) o lavori domestici (cucina a gas) e raccomandargli dei provvedimenti precauzionali, come guanti da giardinaggio, pattine per la cucina, ecc…
Va assolutamente vietato il camminare scalzi, sia per i linfedematosi che per i soggetti a rischio.

Pericoli nel tempo libero

Anche qui va evitato l’affaticamento eccessivo.
L’attività sportiva dovrebbe limitarsi in molti casi:

  • alle passeggiate
  • a piccole corse (con pause)
  • al nuoto tranquillo

I pazienti non devono restare troppo al sole, perché una scottatura porta con sé conseguenze indesiderate.
Anche la proposta, spesso fatta, di coprire le estremità linfedematose durante i bagni di sole deve essere evitata, indicando il pericolo di bruciature solari su tutta la regione di deflusso dell’edema –importante a livello di terapia- e ricordando che per effetto del sole si ha aumento della temperatura cutanea con conseguenze negative. Inoltre è molto importante raccomandare l’uso di sussidi protettivi durante le attività del tempo libero (ricamo, bricolage, ecc…)

Altri consigli

La collaborazione del paziente si esplica anche con:

  • Il portare la fasciatura
  • L’indossare la guaina protettiva di compressione
  • L’esecuzione del piccolo programma di ginnastica e di respirazione.

In caso di provvedimenti riabilitativi o in caso di prescrizione di ulteriori applicazioni nell’ambito della Terapia Fisica occorre fare attenzione che:

  • non siano in contrasto con la terapia di Drenaggio Linfatico Manuale.

Terapie come:

  • Il massaggio classico o terapie meccaniche nella regione edematosa o a rischio di edema sono da evitare, come pure nella zona di deflusso.
  • Anche i trattamenti di ginnastica che portano ad eccessivi sforzi e a dolore all’estremità colpita, rappresentano un serio pericolo.
  • Impieghi di calore, quali: Impacchi, Bagni medicali a temperature superiori al livello indifferente, Impieghi di aria calda e irradiamenti con aria calda e Sauna e solarium

Rientrano nelle controindicazioni assolute, indipendentemente dal tipo e dalla localizzazione dell’applicazione.

Il paziente va anche sensibilizzato a proposito di:

  • Iniezioni e trasfusioni
  • Prelievi di sangue
  • Misurazioni della pressione
  • Agopuntura, ecc…

che non vanno esercitati sull’arto malato.
E’ inoltre vantaggioso che il paziente porti con sè un mezzo preventivo contro le infiammazioni (pomata prescritta dal medico) ed un set di cerotti o cerotto spray, al fine di poter provvedere immediatamente in caso di ferite (anche cose da nulla sono da tenere in considerazione) ed impedire maggiori diffusioni della ferita.
Anche il sovrappeso rappresenta per questi pazienti un carico aggiuntivo. E’ quindi indicata una consulenza dietologica sul tipo di alimentazione da seguire.

Va evitato in generale tutto quanto limiti i rimasti vasi di deflusso della linfa e possa dare origine alla formazione di nuovo liquido d’edema

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